1. Cos’è la rigenerazione urbana & Mostra di fotografia urbana

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Il 09 giugno 2017, alle 17.00, presso la Pinacolteca Comunale di Arte Contemporanea di Ruvo di Puglia, si è svolto il primo dei nove incontri del programma Nóvǝ Nóvǝ Nóvǝ (nove navi nuove), il processo di partecipazione cittadina.

L’incontro si apre con l’intervento di Ivan Iosca, presidente dell’associazione culturale ruvese La Capagrossa Coworking, il quale spiega che l’idea del progetto e il nome di questi incontri parte da una congiunzione tra i processi partecipativi invernali, cioè l’auto-costruzione del sistema di luminarie cittadino e della grande nave sita in Piazza Matteotti, e una ricerca sui caratteri del nostro dialetto, che assegna ad un solo suono tre significati diversi. Così la città, i cittadini e il processo possono riuscire a racchiudere nella sola parola partecipazione una pluralità di idee, sfumature, intenzioni.

Nel corso dei nove incontri (qui il programma) verranno affrontate le tematiche coerenti con gli obiettivi tematici stabiliti dal bando regionale sulla rigenerazione urbana, che assegna ai Comuni dotati del Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana (DPRU) e di una Strategia Integrata per lo Sviluppo Sostenibile (SISUS) un finanziamento finalizzato ad interventi di rigenerazione.

Obiettivo del bando è quello di includere la cittadinanza nel processo di individuazione delle aree, nonché di mappatura dei bisogni e dei desideri della città, al fine di ottenere un coinvolgimento quanto più possibile ampio degli stakeholders, ovvero i portatori di interesse di questi processi.

Si è deciso di partire, dunque, anche dai manifesti affissi in diversi punti di Ruvo di Puglia, stampati solo in parte e completati manualmente con il contibuto dei passanti, tramite l’utilizzo di tempere, pennelli, stencil e barchette di carta.

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L’ospite di questo primo incontro è l’architetto Giuseppe Graziani di  SIAMO TUTTI TUFI di Gravina in Puglia, un’associazione nata nel 2011 sull’onda emotiva causata dai crolli di alcuni edifici avvenuti nel centro storico della città.

Il suo intevento inizia con la visione del video sul processo di rigenerazione attivato a Gravina, risultato di anni di lavoro sul territorio con la cittadinanza e l’amministrazione.

Il movimento si è caratterizzato inizialmente come una protesta volta alla sensibilizzazione della cittadinanza, tramite una serie di azioni di guerrilla: il funerale per gli edifici crollati, la trasformazione dei frammenti di crollo in gadget, ma anche performance artistiche, eventi, video-interviste e documentari.

Attraverso una successione di workshop, laboratori e assemblee è stata definita una visione strategica che tenesse conto dei sogni e dei bisogni della comunità. Successivamente, si è passati allo studio della governance dei processi di trasformazione del territorio, degli strumenti di attivazione dell’ecosistema città e della proposta di una vera e propria vision.

Il processo ha portato ad un confronto sistematico sia con la comunità, sia con alcune figure chiave, tra cui Angela Barbanente, ex assessore regionale all’Assetto del Territorio. Con il suo aiuto, si è cercato di definire un DPRU che partisse dai margini, dalla gravina in particolare, per innescare un processo di rigenerazione urbana diffuso sulla città.

Oggi è effettivamente in corso il progetto di risanamento della gravina, con l’obiettivo di renderla finalmente fruibile come parco cittadino. All’interno del DPRU, inoltre, è stato previsto anche un laboratorio urbano partecipato permanente che possa dar spazio alle richieste della cittadinanza nelle occasioni future di progettazione.

(link alle slide della presentazione qui )

L’incontro è proseguito con domande da parte dei presenti che hanno portato ad interessanti approfondimenti.

Si è parlato, ad esempio, della necessità di includere in questi processi gli stakeholders più svantaggiati, che possano esplicitare i bisogni più latenti alla comunità. Si è posto l’accento sull’importanza dei momenti di progettazione partecipata al fine della prevenzione e gestione dei conflitti.

L’ultima domanda è provocatoria: la messa in sicurezza nei centri storici è sicuramente importante, ma non sarebbe possibile attivare anche interventi di messa in bellezza?


La serata è proseguita con la presentazione di Genesi del Vuoto, una mostra di fotografia curata dall’associazione ruvese Cacciatori d’Ombra. Gli scatti esposti raccontano dei luoghi e non luoghi di Ruvo di Puglia, ricostruendo una mappa del presente e del passato, fatta di cemento e di natura, di brutture e di bellezze, di storie. Raccontare una storia della città e della sua periferia è il filo rosso che unisce i nove autori del progetto che si sono mossi seguendo ognuno la propria capacità di “osservare” guidati dalla mano di uno di loro che aveva già raccontato la storia di un’altra città, il fotografo Francesco Faraci, autore del progetto fotografico Malacarne. 

L’intervento finale è a cura di Sergio Bisciglia, docente di sociologia urbana al Politecnico di Bari.
La fotografia è uno degli strumenti principali per chi si occupa di sociologia, utile per avviare le indagini sulle abitudini, gli usi, i comportamenti. Rimanendo più neutrale possibile, lo scatto raccoglie le testimonianze anche apparentemente irrilevanti.
Le fotografie sono importanti anche per sollecitare idee, reazioni e per stimolare l’immaginazione. Spesso, infatti, il passaggio dall’immagine alla parola non è immediato, e ci porta a perdere diverse parti di pensiero fondamentali nei processi di progettazione.

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