6. Mobilità sostenibile a vocazione turistica

Il giorno 23 giugno 2017, alle ore 18:00 presso il Museo del Libro a Palazzo Caputi, prende avvio il sesto dei nove incontri del programma nóvǝ nóvǝ nóvǝ – nove navi nuove, sul tema della mobilità sostenibile.

Tutor dell’incontro è  Antonio Mazzone, Consigliere comunale con delega alla promozione delle politiche ambientali, energetiche e dello sviluppo sostenibile di Ruvo di Puglia.
Il tema della mobilità sostenibile è affrontato sia nell’ottica di un miglioramento della vivibilità della città, sia come rafforzamento della sua vocazione turistica. Numerose le azioni in programma nell’agenda politica: il rafforzamento di Ruvo come porta del Parco dell’Alta Murgia, la rimozione delle barriere architettoniche, nuovi punti di info-mobilità. Le strategie da attuare devono, in pratica, riuscire a creare le possibilità per permettere a cittadini e turisti di muoversi con mezzi alternativi all’auto, modificando gli stili di vita e riconnettendo parti di territorio.

Il tema della mobilità sostenibile è molto sentito dall’attuale amministrazione sia per un miglioramento in termini di efficienza e vivibilità della città di Ruvo sia come rafforzamento della sua vocazione turistica. Numerose le azioni da perseguire nell’agenda politica: rafforzamento del ruolo della città come porta del parco, rimozione degli ostacoli alla mobilità delle fasce deboli come anziani e disabili, info-mobilità.

La Legge regionale del 23 gennaio 2013 n. 1 “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica” stabilisce che il sistema della mobilità ciclistica è strategico per lo sviluppo economico della regione; nell’articolo 14, la stessa legge vincola l’accesso ai finanziamenti regionali per la costruzione di nuove strade o la manutenzione di quelle esistenti alla condizione che l’opera preveda la presenza di una pista ciclabile.
La Regione Puglia, inoltre, attraverso il Piano Attuativo del Piano Regionale dei Trasporti, supporterà la realizzazione di velostazioni nelle diverse stazioni ferroviarie del territorio.

Anche la Città Metropolitana di Bari persegue l’obiettivo della sostenibilità: un progetto da 27 milioni di euro prevede 430 chilometri di piste ciclabili, tra cui la ciclovia delle Lame, quella Adriatica e il percorso dell’Alta Murgia.

I Comuni, per proprio conto, possono attuare strategie più leggere ma allo stesso modo fondamentali: il piedibus, il bikesharing, la logistica a pedali, implementando e utilizzando nuove tecnologie con strumenti di infomobilità ormai alla portata di tutti.

A Ruvo, la mobilità sostenibile non è a buon punto, ma con il supporto delle leggi vigenti è possibile muoversi in maniera diversa.

Negli scorsi mesi ad esempio, il Comune ha partecipato ad un bando regionale sulla mobilità sostenibile, sviluppando un progetto condiviso con i Comuni di Molfetta, Terlizzi e Corato del quale si attendono i risultati. Inoltre, è prevista la redazione del P.U.M.S. (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) con il coinvolgimento attivo della cittadinanza. Un atteggiamento propositivo da parte dei cittadini, infatti, porterebbe ad un prezioso ampliamento dei punti di vista e delle competenze in gioco.

Un esempio illuminante in proposito è fornito dal modello americano CHANGE BY US, che riunisce intorno a sé i concetti di “cultura”, “democrazia” e “partecipazione”, sfruttando le potenzialità del web 2.0 e accentuando l’aspetto della connettività della rete, ridefinendone gli spazi di relazione.

Il secondo intervento dell’incontro è ad opera di Adriano bottalico di Veloservice di Bari, un progetto nato nel 2009 dall’idea di promuovere la bicicletta come strumento di lavoro e di promozione del territorio. Il primo servizio offerto dall’azienda è stato quello del semplice parcheggio custodito per biciclette. In secondo momento, ispirati da alcuni esperienze all’estero, viene aggiunta la possibilità di noleggiare bici e di prenotare tour turistici su rickshaw.

La sfida è stata raccontare la città in modo diverso, con uno sguardo più attento, differenziato a seconda delle esigenze e degli interessi dei turisti. Il risultato è stato ottimo: più di mille recensioni su trip Advisor, tremila noleggi di biciclette, duemilacinquecento tour in rickshaw.
Questo successo si spiega alla luce della crescita del fenomeno del turismo esperienziale e della diffusione di una nuova idea del viaggio come scoperta da vivere lentamente. A Bari sono presenti due sedi di cui una nell’edificio delle FAL (Velostazione) e l’altra al porto. Esiste anche una sede a Lecce.

Dopo l’intervento ha inizio la sessione del world cafè. I presenti si riuniscono in quattro gruppi per rispondere alle seguenti domande:

Quale valore portiamo alla città incrementando una politica di mobilità sostenibile?

Il primo gruppo evidenzia la necessità di investire sulla sensibilizzazione cittadina: la realizzazione di piste ciclabili dovrebbe essere successiva e conseguente alla presenza di una domanda costituita. Inoltre, è importante allo stesso tempo disincentivare l’uso delle auto.
Il secondo tavolo riflette su come la pedonalizzazione delle strade comporti la riappropriazione degli spazi e l’incentivazione di nuove economie. Data la posizione di Ruvo rispetto alla Murgia, si potrebbe migliorare l’offerta turistica proponendo percorsi tematici mirati.
Il terzo team sottolinea l’importanza della connessione tra urbano ed extra-urbano. La presenza di centri urbani come Terlizzi e Corato situati a pochi chilometri è una condizione favorevole alla realizzazione di ciclovie: le strade vecchie di collegamento potrebbero essere utilizzate precisamente a questo scopo. Per quanto riguarda il centro, la mobilità sostenibile potrebbe dare nuova linfa all’economia locale perché permetterebbe al turista e al cittadino di soffermarsi senza fretta e senza pericoli.
Il quarto contributo rileva che la forma della città antica non è stata certamente progettata per le auto: la loro presenza è eccessiva e crea problemi di circolazione e sicurezza, soprattutto in prossimità delle scuole.Inoltre, grazie alla sua estenzione, Ruvo è facilmente percorribile a piedi. Il motivo, insomma, è prettamente culturale e deve essere risolto a partire dalle abitudini dei singoli.

Quali sarebbero le aree della città che potrebbero essere interessate da un progetto di mobilità sostenibile?

Il primo gruppo propone un progetto visionario: un percorso ciclabile che parte dal centro della città e si espande verso l’extramurale e lungo le antiche vie per Corato e Bisceglie, in cui le piste ciclabili affiancherebbero le arterie stradali esistenti. Questo intervento potrebbe avvenire tramite un’azione sistemica sul territorio.
Il secondo progetto proposto individua, invece, le aree di interscambio modale e i tracciati di connessione con la città: una velostazione nei pressi della stazione ferroviaria potrebbe essere il punto di partenza di un sistema di percorsi ciclo-pedonali coincidenti con gli assi di Via Duca della Vittoria, corso Piave, via Valle Noè e via Madonna delle Grazie. Un focus a parte costituiscono le scuole: con la giusta dotazione, potrebbero costituire i punti di partenza per servizi di piedibus o mezzi elettrici.
Anche il terzo gruppo si sofferma sul tema del piedibus e propone la chiusura parziale delle aree intorno alle scuole per un raggio di centocinquanta metri.

Il Sindaco sottolinea l’esigenza di coordinare insieme le idee sulla mobilità urbana ed extraurbana: il cicloturismo, la pedonalizzazione, la tariffazione dei parcheggi sono azioni che funzionano solo se lette in un discorso ad ampio respiro. Misure dissuasive ed incentivi devono andare di pari passo, coinvolgendo la cittadinanza in momenti di progettazione partecipata.

 

 

 

 

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